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Vengo concepito etrusco tra le colline bolognesi ma nasco nervoso in città e dormo per la prima volta all’età di tre mesi, quando mamma mi riporta tra le colline dove m’ha fatto: il mio amore per la montagna nasce lì.

Sono curioso, così curioso che mamma, esausta, mi manda a scuola in anticipo, rivelandomi da subito un soggettino impegnativo.

La mia vita cambia quando mi presento davanti al signor Fausto (nome di fantasia, ovviamente) dicendo: “BuongiornoSonoRiccardoCappannelliSonoVenutoPerProvare”: Fausto ha trattenuto a stento una grassa risata, ma io ho provato. Da quel giorno ad oggi ho fatto i 100 all’ora (130 era troppo) e ho pilotato più di 50 paia di sci, conservandone alcuni in bacheca insieme ai trofei della domenica. Quello che invece conservo nel cuore sono le persone di tutto il mondo conosciute in questa bellissima avventura senza fine.

A scuola ho imparato tante nozioni (comprese le fonti di finanziamento, sulle quali venivo regolarmente interrogato dalla Prof. di Ragioneria ogni lunedì al mio ritorno da una gara di sci), ma l’empatia e l’interesse per le persone più diverse l’ho imparato in giro per i monti, conoscendo tantissime persone nei posti più isolati del mondo.

Il 27 gennaio 1992 parto per la mia gara più bella, vado fortissimo, poi cado rompendomi tutto e, mentre divento grande, imparo quant’è buona la grappa al mirtillo. Non imparo però a saziare la mia curiosità, quindi studio matematica, economia, informatica e cerco di mettere in pratica i miei studi con mille lavori (oltre ad aiutare mio padre nella redazione dei bilanci da quando avevo 13 anni). Non mollo nemmeno la montagna e divento maestro di sci insegnando in alcune stazioni sciistiche di Lombardia, Trentino ed Emilia Romagna. Ho così la fortuna di insegnare a tanti bambini iscritti agli sci club: alcuni hanno imparato a sciare, altri sono diventati bravi atleti e alcuni sono diventati a loro volta maestri di sci e allenatori.

Col tempo mi concentro sempre di più nell’attività di Commercialista: per i primi anni mi occupo di contabilità, anche in veste di responsabile amministrativo, poi imparo a fare le dichiarazioni dei redditi e gli altri adempimenti (la mia pignoleria è un grande aiuto). È però il rapporto con i clienti che mi spinge ad evolvermi professionalmente. Sempre di più mi chiedono di affiancarli in scelte imprenditoriali strategiche che nulla hanno a che vedere con gli adempimenti di legge: “Come fare per rendere efficiente il personale? Su quali linee di prodotto è opportuno investire? Come fare per aumentare il fatturato?”

Dal 2008 entro a far parte dell’Associazione Nazionale Commercialisti di Bologna e ho l’occasione di conoscere tanti colleghi di tutta Italia. La stragrande maggioranza fornisce servizi contabili e fiscali, molto pochi una consulenza che crei valore per l’impresa. Questo contrasto tra le necessità degli imprenditori e la mancata risposta dei colleghi mi spinge a formarmi sempre di più sul Controllo di Gestione, sul Marketing per le imprese e, dal 2015, sulla Consulenza Finanziaria. Decido quindi che la mia missione di Commercialista sarà lottare contro il sentire comune secondo cui il Commercialista è soltanto “quello che ti fa pagare le tasse”: eccomi qui, novello Don Chisciotte contro i leggendari mulini a vento.

Oggi, oltre ad affiancare nel Controllo di Gestione diversi studi professionali e aziende, li aiuto nell’elaborazione delle strategie di marketing e li affianco nella soluzione delle loro necessità finanziarie; intervengo inoltre ad alcuni eventi formativi dove racconto la mia esperienza sul Controllo di Gestione negli studi professionali.

Questo, ovviamente, come hobby: quando voglio fare cose serie, torno in montagna.